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Questo blog nasce allo scopo di fornire informazioni riguardanti il PD di Bienate-Magnago e di "aprirci" verso la comunità Magnaghese per poter raccogliere pareri, critiche,impressioni che siano di stimolo continuo al dibattito politico ed al confronto, non solo a livello locale ma anche su tematiche nazionali.

martedì 22 luglio 2008

3-4 luglio PD European summer school - Il partito democratico in Europa

MAGNAGO-BRUXELLES, NOI C’ERAVAMO

due giorni di dibattito sull’Europa del futuro con un ottica più ampia rispetto a quella che si ha dalla “solita” Italia; questo era l’obiettivo della European Summer School, iniziativa promossa dal Partito Democratico, in particolare in questo anno di vigilia delle elezioni europee 2009, segnato dalla recente vittoria dei no nel referendum irlandese riguardo la carta di Lisbona.

Una piccola parte del popolo del PD, composta soprattutto da giovani provenienti dai circoli di tutta Italia, si è quindi ritrovata in trasferta a Bruxelles, sede del parlamento europeo, per incontrare i leaders e potersi confrontare con loro; il circolo “Enzo Biagi” del PD di Magnago non ha voluto mancare all’ appuntamento,e la mattina di giovedì 3 luglio è iniziato il viaggio nel centro d’Europa per i quattro “delegati”: Gabriele Colombo, Alan Mantoan, Davide Pariani e Fabio Sorte.

Dopo una mattinata dedicata alla ricerca dell’ hotel (primo consiglio turistico: portatevi dietro delle buone piantine se non volete perdervi) e alla ricerca di un posto per il pranzo (secondo consiglio turistico: a Bruxelles si mangia veramente male!), la sede del parlamento europeo ci ha accolto con tutta la sua imponenza. Due giornate dal respiro molto europeo con il tema “Le prospettive dopo il no irlandese” e “Un centro-sinistra per l’Europa”; l’introduzione dei lavori è stata affidata a Graham Watson, presidente del gruppo dei liberali europei, e Martin Schultz, presidente degli eurodeputati socialisti; obiettivo, lanciare la proposta di una lista unica dei riformisti europei, per contrastare la deriva verso destra del PPE; un processo sicuramente non semplice, dovendo affrontare le divisioni presenti fra i due gruppi e fra i rappresentanti dei vari stati. E se da una parte il presidente del PSE Rasmussen punta a una unione fatta “da scelte importanti, a cui possono seguire compromessi, perché i compromessi prima delle scelte confondono le persone”, dall’altra Francesco Rutelli ha lanciato l’idea di un candidato congiunto riformista per la guida del parlamento europeo, un nome di richiamo “che sia utile per infondere fiducia alle persone nei confronti dell’Europa”.

Due giornate, naturalmente, con un occhio interessato alle vicende italiane (applausi per la frase di Watson ”Non so se l’Italia ha davvero bisogno di Berlusconi, ma di sicuro l’Europa non ne ha bisogno”) e per il ruolo che il PD potrà avere per la creazione del movimento riformista europeo. Lo sguardo al futuro può apparire preoccupato, visto il disinteresse che le persone mostrano oggi verso l’ Europa, ma riprendendo sempre le parole di Watson in una libera citazione di Bob Dylan, “Non si può mollare neanche quando il tempo è cattivo e il cielo si è stufato di essere azzurro”.

La ricostruzione di una nuova Europa che sappia superare il momento attuale di immobilismo, che genera paura e sfiducia, è stato anche il filo conduttore della relazione dell’ex segretario DS Piero Fassino, che ha guardato soprattutto alla paura della “globalizzazione sulla porta di casa” che ha coinvolto anche paesi che dall’Europa hanno guadagnato tantissimo, come appunto l’Irlanda; l’ aggressività di nuovi protagonisti del panorama mondiale come Cina, India e Brasile, con i loro 3 miliardi di persone bisognosi di materie prime e prodotti, ha portato alla crisi del modello sociale Europeo che ha garantito stabilità nei decenni passati. Occorre, sempre secondo Fassino, ricostruire oggi un modello sociale globale per la società contemporanea, che interpreti l’Europa “Come un impero, non fatto da armi ma da valori”, come ha asserito il liberale tedesco Jorgo Chatzimarkakis.

In conclusione, sono state due giornate sicuramente intense, sicuramente insufficienti per dibattere adeguatamente su temi tanto fondamentali; del resto non era certo un congresso, si è trattato più di un incontro informale, per lanciare alcune proposte che, speriamo, possano essere dibattute adeguatamente durante la futura campagna elettorale per le elezioni europee, mettendo per un attimo in secondo piano i temi nazionali, visto che, per usare le parole di Fassino “occorre battere il modello della destra di oggi, che punta a un Europa minima necessaria; noi, al contrario, siamo per l’Europa massima possibile, perché non c’è crescita se non in Europa”.











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